Le terme dei romani disegnate da Andrea Palladio

Ottavio Bertotti Scamozzi, Le terme dei romani disegnate da Andrea Palladio e ripubblicate con la giunta di alcune osservazioni da Ottavio Bertotti Scamozzi giusta l'esemplare del lord co. di Burlingthon impresso in Londra l'anno 1732, Vicenza, Francesco Modena, 1785.

Con questo volume Ottavio Bertotti Scamozzi, architetto vicentino e ammiratore del Palladio, concluse la sua monumentale opera de Le Fabbriche e i Disegni di Andrea Palladio, stampata a Vicenza dal 1778 al 1793 in italiano e francese e che ebbe grande fortuna anche all'estero. Affascinato dall'antica architettura romana, Palladio progettò di dedicare un volume anche alle terme, ma non vi riuscì. Alla sua morte i disegni finirono in buona parte a Londra: tutte le preziose tavole incise per quest'opera infatti non sono tratte dai suoi disegni originali (tranne una), ma dall'edizione di Lord Burlington, che però non rispecchiò fedelmente gli originali del Palladio.

Illustratori e incisori

  • Barrera, Carlo (sec. XVIII)
  • Testolini, Gaetano (ca.1760-1818)

Il volume di Ottavio Bertotti Scamozzi (1719-1790) architetto e studioso vicentino, grande ammiratore di Andrea Palladio (1508-1580) è considerato il completamento della sua importante attività di interprete e divulgatore dell'opera del geniale architetto rinascimentale. Con esso infatti l'autore proseguì e concluse la monumentale edizione in 4 volumi de Le Fabbriche e i Disegni di Andrea Palladio pubblicata a Vicenza dal 1778 al 1783, con testo in italiano e in francese, che riscosse notevole successo anche sul mercato estero. Le terme dei romani, anch'esse pubblicate con testo italiano e francese, dettero un notevole contributo alla diffusione degli studi sull'architettura antica di Palladio.
L'interesse di Palladio per l'antico, i suoi monumenti, soprattutto le rovine di Roma, fu al centro della sua opera di architetto e alla base delle sue costruzioni con cui adornò la Repubblica Veneta e in particolare Vicenza, in cui visse e si formò. Ammiratore dell'architettura romana, la onorò con numerosi disegni e con studi approfonditi: nel 1554 pubblicò Descrizione delle chiese di Roma e L'antichità di Roma; nel 1556 e nel 1567 fu chiamato da Daniele Barbaro a illustrare le due edizioni della traduzione italiana del De architectura di Vitruvio (80 a.C.-15 d.C.). In particolare riguardo alle terme romane, già ne L'antichità di Roma vi comparve una breve descrizione e nella sua opera fondamentale I quattro libri dell'Architettura (Venezia, 1570), nel terzo libro dedicato appunto agli edifici pubblici preannunciò l'intenzione, mai realizzata, di occuparsi in una futura pubblicazione anche delle terme che “gli Imperatori romani … ordinarono per dilettare e compiacere al popolo, per essere luoghi dove gli huomini andavano a diportarsi & a lavarsi: delle quali ne' libri che seguiranno, piacendo al Signor Iddio ne ragionerò”.
Alla sua morte i disegni presero varie strade: una buona parte finì in Inghilterra già nel Settecento, a seguito degli interessi collezionistici di Lord Richard Boyle, terzo conte di Burlington (1694-1753) ed è oggi conservata a Londra al Royal Institute of British Architects. Lord Burlington pubblicò solo la parte dei disegni riguardanti le terme (e non tutti a causa della grandezza degli originali) ne Le fabbriche antiche disegnate da Andrea Palladio vicentino e date in luce da Riccardo conte di Burlington (Londra, 1730: ma più tardi, sul Bertotti Scamozzi nel 1732): in realtà le tavole incise da Pierre Fourdrinier non rispecchiarono fedelmente gli originali. Bertotti Scamozzi le ripubblicò aggiungendovi la nuova tavola delle Terme di Agrippa, di proprietà di Tommaso Temanza (1705-1789). Eccetto quest'ultima, che fu tratta dal disegno originale, le altre pregiate tavole ad opera dell'architetto Carlo Barrera e dell'incisore Gaetano Testolini furono ricavate dall'edizione di Lord Burlington: le riproduzioni quindi non migliorarono in quanto a precisione e fedeltà agli originali.

Nella breve introduzione e commento, l'autore fa il punto sulle conoscenze del tempo sulle terme antiche e sulla loro composizione, interpretando le funzioni dei vari ambienti sulla base del testo di Vitruvio e dei suoi commentatori, con frequenti richiami all'opera di Charles Cameron (1745-1812), che, come lui, poco prima nel 1772 aveva ripubblicato il volume di Lord Burlington, in inglese e francese. Tra le altre, di particolare interesse le Terme di Diocleziano, costruite agli inizi del 300, le più grandi terme della Roma antica, le cui maestose rovine esercitarono un grande fascino anche sul Palladio. I suoi disegni le riproducono con grande fedeltà per quanto riguarda la pianta. Inoltre è proprio di quegli anni (1561-1566) la “trasformazione” della parte centrale delle sale termali in chiesa. Pio IV dette infatti l'incarico a Michelangelo Buonarroti di realizzare nelle Terme dioclezianee una nuova basilica: Santa Maria degli Angeli.

Libro conservato presso: Polo 6 - Biblioteca di Storia delle arti, Collocazione Fondo Bellini Pietri - M.f. 176

Bibliografia

  • Beltramini M., Burns H. (a cura di), Palladio, Venezia, Marsilio, 2009
  • Bertotti Scamozzi O., Le terme dei romani disegnate da Andrea Palladio, a cura di G. Ortolani, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 2009
  • Olivato L., Ottavio Bertotti Scamozzi studioso di Andrea Palladio, Vicenza, N. Pozza, 1975
  • Zorzi G., I disegni delle antichità di Andrea Palladio, prefazione di Giuseppe Fiocco, Venezia, N. Pozza, 1958

icona libro digitaleCopia digitale, Internet Archive, originale del Getty Research Institute, Los Angeles

Scheda del libro nel catalogo di Ateneo (OneSearch)